La Scuola Musicale "Zandonai" realizza le musiche per lo spettacolo Vivere a Terezin. Al Teatro Zandonai venerdì 26 gennaio, al mattino per le Scuole, la sera, ore 20:30, per la cittadinanza

Aggiornato a Martedì, 16 Gennaio 2024

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Vivere a Terezin

"Se laggiù organizzano persino dei concerti, non può essere poi tanto male (Alice Herz-Sommer)"

Vivere a Terezin. "Se laggiù organizzano persino dei concerti, non può essere poi tanto male (Alice Herz-Sommer)" è il titolo dello spettacolo teatrale preparato per la Giornata della memeoria 2024 dal Collettivo Clochart per  la regia di Michele Comite, in collaborazione con il Laboratorio di storia di Rovereto, con l'accompagnamento delle musiche degli allievi della Civica Scuola Musicale "R.Zandonai".

Musiche che sanno raccontare il ghetto di Terezin, con i suoi singolari abitanti, artisti, intellettuali, scrittori, grafici. Un mondo di creatività tenuto recluso. Cui veniva data una qualche possibilità di proseguire il proprio lavoro creativo, dotandoli di un qualche mezzo per creare e realizzare i loro lavori. Non per pietà. Per calcolo, perché poteva essere propagandata l'idea dei campi di concentramento come luoghi rispettosi dei diritti umani.

Tutt'altro. E' stato invece per moltissimi un campo di transito - con questa singolare caratteristica - verso i campi di morte.

Riascoltare quelle musiche, riandare a quelle musiche, significa confrontarsi con l'orrore perverso del nazismo. Per ricordare, farne memoria, rifiutarlo radicalmente. Specie le nuove generazioni devono ricordare e rifiutare. 

Per le musiche collabora anche il Conservatorio di musica di Trento. Uno studente di Composizione del Conservatorio - Francesco Castellani- ha trascritto la Marcia di Terezin per un organico strumentale della Civica Scuola Musicale "R. Zandonai" di Rovereto. Oltre agli studenti della Civica, integra l'organico anche una studentessa del Conservatorio, del Biennio specialistico di Violino (Delia Anton).

Questo il programma musicale che viene realizzato in parallelo e a integrazione dello spettacolo dalla Scuola Musicale.

Gypsy Russian Suite: Gayka - Kosak dance - Canzone

Simone Vanin, violino 1 - Massimiliano Colombo, violino 2 - Melina Mone, violino - Roberto Setti, violoncello - Caterina Dogheria, pianoforte

Due danze klezmer  per due violini e chitarra 

Simone Vanin, violino - Melina Mone, violino - Simone Furlan Pavesi, chitarra 

Sherle per due violini Simone Vanin, violino - Melina Mone, violino

KAREL ŠVENK (1917-1945) - Marcia di Terezin (Tout va bien si on le veut bien)

Elaborazione per sestetto di Francesco Castellani (2023) 

Ivan Pers, flauto - Melina Mone, violino1 - Massimiliano Colombo, violino 2 - prof. Alessandro Cotogno, viola - Roberto Setti, violoncello - Sara Lorenzini, pianoforte

Ilse Weber (1903-1944)- Ich wandre durch Teresienstadt - trascrizione per violino e pianoforte

Melina Mone, violino                                               

Ilse Weber - Wiegala - trascrizione per violino e pianoforte

Melina Mone, violino

Ilse Weber - Und der regen rinnt - trascrizione per violoncello e pianoforte

Chiara Furlan Pavesi, violoncello - Sara Lorenzini, pianoforte

Gideon Klein (1919-1945) - Ukolébavka (Ninna Nanna) - trascrizione per violino e pianoforte

Melina Mone, violino

ROBERT DAUBER (1922-1945) - Sérénade per violino e pianoforte

Delia Anton, violino - Cristian Baldessarelli, pianoforte

VIKTOR ULLMANN - (1898-1944) - Variazioni su un tema ebraico dal 5° Tempo della Sonata n.7 per pianoforte

Cristian Baldessarelli, pianoforte

Il Ghetto di Tèrezin in Boemia è stato utilizzato dai nazisti come campo di transito verso i campi di sterminio, l'anticamera di Auschwitz. Aveva il compito di rappresentare, per la propaganda nazista, il volto presentabile del potere: era "la città che Hitler regalò agli ebrei". A Tèrezin vennero concentrati intellettuali, artisti, anziani e molti bambini ritenuti "ebrei non utili" per i lavori forzati. Ad intellettuali ed artisti della Mitteleuropa veniva fatto credere che potevano continuare ad esprimersi creando nuove opere. Suonare o danzare diventa un modo per 'resistere' agli aguzzini, un mezzo di ribellione e speranza per sopravvivere e per dare, nonostante tutto, un piccolo momento di gioia ai compagni di prigionia. Tèrezin è l'unico campo di concentramento che venne visitato da una delegazione della Croce Rossa Internazionale.

Il lavoro teatrale che viene proposto racconta di questa visita e, attraverso le testimonianze della pianista Alice Herz-Sommer, della danzatrice Helen Lewis, del giovanissimo caporedattore della rivista "Vedem" Petr Ginz e della bambina Helga Weiss, l'esperienza da loro vissuta in questo particolare campo di concentramento.

Si segnala, inoltre, l'appuntamento di mercoledì 24 gennaio ore 17.30 alla Sala della Fondazione Caritro, Piazza Rosmini, ore 17.30. Un incontro di anteprima per lo spettacolo, a cura del Laboratorio di Storia con la collaborazione della Scuola Musicale "Zandonai". Partecipano Maria De Stefani, docente della Scuola, e Renato Morelli, musicista ed etnomusicologo.

Data: 26 gennaio 2024 il mattino alle ore 10.00 per le scuole superiori; la sera alle ore 20.30 per la cittadinanza.
Luogo: Teatro Zandonai