Musica e memoria. Per pace e giustizia. Il concerto tenutosi alla Biblioteca Civica con studenti della Civica Scuola Musicale Zandonai per la Giornata della memoria.
Aggiornato a Domenica, 25 Gennaio 2026
Musica e memoria. Per pace e giustizia
Concerto, nell'ambito di "Musica in Biblioteca", di studenti della Civica Scuola Musicale R. Zandonai di Rovereto
Biblioteca Civica Tartarotti, Sala Archivi, Sabato 24 gennaio 2025, ore 17:00
Il tema della memoria attraversa la musica in modi molteplici e spesso profondi. La musica conserva tracce di storie individuali e collettive, di culture, di traumi e di speranze; può farsi eco di ciò che è stato, ma anche strumento di consapevolezza nel presente. In questo senso, ricordare non significa soltanto guardare al passato, bensì interrogare il nostro ascolto, il nostro modo di stare nel mondo.
Il programma del concerto tenutosi presso la Sala Archivi della Biblioteca Civica G. Tartarotti di Rovereto, sabato 24 gennaio 2025, con, protagonisti, gli studenti della Civica Scuola Musicale R. Zandonai, si è proposto in risonanza con il significato della Giornata della Memoria, richiamando in più punti la cultura ebraica, colpita dalle persecuzioni e dal genocidio del Novecento. Non si tratta di una commemorazione retorica, ma di un percorso musicale che intreccia linguaggi, epoche e sensibilità diverse, mostrando come la memoria possa manifestarsi tanto attraverso il riferimento diretto a una tradizione quanto attraverso gesti musicali più intimi e universali.
Il concerto si è aperto con una serie di brani legati alla tradizione klezmer, musica popolare ebraica dell’Europa orientale, profondamente segnata dall’esperienza storica delle comunità che l’hanno custodita e tramandata. Gli interpreti sono stati l'allieva Livia Pedrotti, sax, il docente sassofonista Mattia Grott, e l'allievo percussionista Pietro D'Elia (docente Mirco Pedrotti). Sono stati eseguti Oyfn veg shtejt a boym e Oi tate, canti che parlano di esilio, perdita e legami familiari, mentre Kletzmeron e la Kletzmar fantasy di Michael Losch rielaborano quel linguaggio in chiave strumentale, mantenendone il carattere espressivo, talvolta ironico, talvolta dolorosamente malinconico. In questa musica convivono danza e lamento, vitalità e memoria ferita: una tensione che ne costituisce l’essenza più autentica.
La riflessione sulla memoria è proseguita in forme diverse nei brani pianistici di Virginio Aiello e Béla Bartók. Van Gogh di Aiello suggerisce un dialogo tra musica e pittura, tra immaginazione sonora e memoria culturale, mentre i Children Songs di Bartók rimandano a un’idea di infanzia filtrata attraverso la raccolta e la trasformazione di materiali popolari. Anche qui la memoria non è nostalgia, ma materia viva, rielaborata con uno sguardo moderno e consapevole. Interprete è stata l'allieva Sofia Dyshlyuk (docente Gabriel Da Costa).
Con Ständchen di Franz Schubert, nella versione per violoncello e pianoforte e nell'esecuzione delle allieve Sara Melotti, violoncello (docente Gaia Mora) e Cassandra Dulcamara, pianoforte (docente Eduardo Bocchicchio), la memoria assume una dimensione più lirica e intima. È una musica che parla di desiderio, di distanza, di attesa: una memoria emotiva, personale, che trova nella cantabilità schubertiana una forma di profonda umanità.
I brani per arpa di Jawaher Shofani (Nami) e Mikhail Glinka (Notturno), interpretati da Elisa Perego (docente Francesca Tirale), hanno aperto uno spazio sonoro rarefatto e contemplativo. In particolare, Nami introduce una voce contemporanea che invita all’ascolto del silenzio e del tempo sospeso, elementi fondamentali di ogni autentico lavoro della memoria.
Il percorso si è concluso con le Enfantines di Ernest Bloch, compositore profondamente legato alla propria identità ebraica. In questi brevi quadri pianistici, dedicati al mondo dell’infanzia, la semplicità apparente cela una scrittura raffinata e carica di significato. L’infanzia, qui, non è solo un’età della vita, ma uno spazio simbolico in cui memoria, gioco, sogno e fragilità si intrecciano, restituendo un’immagine delicata e intensa dell’esperienza umana. A interpretare i brani sono state le allieve Anita Miglio e Caterina Dogheria (docente Maria De Stefani).
Attraverso questo concerto, la Civica Scuola Musicale “R. Zandonai” di Rovereto ha inteso unire il valore formativo dell’esperienza musicale a una riflessione più ampia sulla memoria storica, sul dialogo tra culture e sul ruolo della musica come testimonianza, responsabilità e apertura verso l’altro. In un luogo come la biblioteca, spazio per eccellenza della conservazione e della trasmissione del sapere, la musica diventa così parola viva, gesto condiviso, occasione di ascolto e di consapevolezza.